Iperammortamento 2026: Il Software Torna Agevolabile dopo un Anno di Esclusione e Porta Deduzioni Fino al 100%
Nel 2025 il software 4.0 era rimasto fuori dagli incentivi. La Legge di Bilancio 2026 lo riporta in gioco: per ERP, gestionali e soluzioni digitali su un investimento di 30.000€ il risparmio fiscale può arrivare a 7.200€
C'è una notizia che molti imprenditori stavano aspettando: il software torna ad essere agevolabile. Dopo un 2025 in cui i beni immateriali erano stati di fatto esclusi dagli incentivi Transizione 4.0, la Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199 del 30 dicembre 2025) ha reintrodotto l'iperammortamento includendo esplicitamente software, sistemi, piattaforme e applicazioni digitali tra i beni che possono beneficiare della maggiorazione fiscale.
Per le PMI italiane che hanno rimandato investimenti in digitalizzazione aspettando condizioni più favorevoli, si apre una finestra di opportunità concreta. Chi sta valutando l'adozione di un gestionale ERP, di un sistema WMS per il magazzino o di una piattaforma MES per la produzione, ora ha un motivo in più per procedere: una deduzione fiscale che può arrivare al 100% del valore investito.
Dal Credito d'Imposta all'Iperammortamento: Cosa Cambia Davvero
La Legge di Bilancio 2026 segna un cambio di paradigma negli incentivi per gli investimenti tecnologici. I crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0, che hanno caratterizzato gli ultimi anni, lasciano il posto al ritorno dell'iperammortamento. Si tratta di due meccanismi profondamente diversi che è importante comprendere prima di pianificare qualsiasi investimento.
Con il credito d'imposta, l'impresa maturava un credito da utilizzare in compensazione tramite modello F24, ottenendo un beneficio relativamente rapido e diretto. L'iperammortamento funziona in modo differente: consente di maggiorare il costo fiscalmente riconosciuto del bene acquistato, aumentando così le quote di ammortamento deducibili negli anni successivi all'investimento. Il risultato è una riduzione dell'imponibile IRES o IRPEF che si distribuisce lungo la vita utile del bene.
Questa differenza ha implicazioni pratiche significative. Il beneficio non è immediato ma si manifesta progressivamente, anno dopo anno, attraverso minori imposte da versare. Per un'impresa con una pianificazione fiscale strutturata, questo può rappresentare comunque un vantaggio importante: la certezza di un risparmio fiscale costante per diversi esercizi, che migliora la prevedibilità dei flussi di cassa e la sostenibilità finanziaria degli investimenti tecnologici.
Va sottolineato che l'iperammortamento opera esclusivamente sul piano fiscale. In contabilità, il bene continua ad essere iscritto al suo costo effettivo di acquisto. La maggiorazione interviene solo nel calcolo delle imposte, creando una deduzione extra-contabile che riduce il carico tributario senza alterare i bilanci civilistici.
Software e Beni Immateriali: Aliquote e Calcolo del Vantaggio Fiscale
Per i beni immateriali elencati nell'Allegato V alla Legge di Bilancio 2026, la maggiorazione prevista è del 100%. Questo significa che il costo del software, ai soli fini del calcolo dell'ammortamento fiscale, viene raddoppiato. L'elenco dei beni ammessi comprende software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni connessi a investimenti in beni materiali Industria 4.0, oltre a software e servizi digitali per la fruizione di servizi in modalità cloud computing e per la cybersecurity.
In termini pratici, rientrano nell'agevolazione i gestionali ERP evoluti, i sistemi WMS per la gestione del magazzino, le piattaforme MES per il controllo della produzione, i software di Business Intelligence e analytics, le soluzioni di Supply Chain Management e i sistemi di Customer Relationship Management integrati. Il requisito fondamentale è che questi software siano interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, secondo il paradigma Industria 4.0.
Per comprendere concretamente il vantaggio fiscale, consideriamo un esempio realistico. Un'impresa decide di investire 30.000 euro in un software gestionale ERP con moduli integrati per produzione e magazzino. Con la maggiorazione del 100%, la base di ammortamento fiscale diventa di 60.000 euro anziché 30.000. Questo genera una deduzione aggiuntiva di 30.000 euro rispetto all'ammortamento ordinario. Applicando l'aliquota IRES del 24%, il risparmio fiscale complessivo è di 7.200 euro.
Questo beneficio si distribuisce lungo il periodo di ammortamento del software, che tipicamente va dai tre ai cinque anni. In uno scenario con ammortamento quinquennale, l'impresa ottiene un risparmio di circa 1.440 euro all'anno di minori imposte IRES. Non è un rimborso diretto, ma una riduzione strutturale del carico fiscale che migliora la redditività dell'investimento e ne abbrevia il tempo di ritorno.
È utile menzionare brevemente che per i beni materiali inclusi nell'Allegato IV, come macchinari interconnessi, robot e sistemi di automazione, le aliquote di maggiorazione sono ancora più elevate: si arriva fino al 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, con percentuali decrescenti per scaglioni superiori. Tuttavia, per la maggior parte delle PMI che necessitano principalmente di digitalizzare i propri processi attraverso software gestionali, è la maggiorazione del 100% sui beni immateriali a rappresentare l'opportunità più rilevante e accessibile.
Requisiti, Vincoli e Scadenze da Rispettare
L'accesso all'iperammortamento non è automatico e richiede il rispetto di requisiti specifici, sia tecnici che procedurali. Il primo e più importante è l'interconnessione: il software deve essere effettivamente collegato al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Non basta acquistare un gestionale e installarlo; deve esistere uno scambio di informazioni con altre macchine, con i sistemi logistici o con la supply chain secondo le logiche dell'Industria 4.0.
La Legge di Bilancio 2026 introduce anche un vincolo geografico significativo: i beni agevolabili devono essere prodotti in uno Stato membro dell'Unione Europea o in Paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo (Islanda, Liechtenstein e Norvegia). Per il software, questo si traduce nella necessità di verificare che il produttore abbia sede in questi territori, un aspetto da considerare attentamente nella fase di selezione del fornitore.
Sul piano documentale, è richiesta una perizia asseverata redatta da un ingegnere o perito industriale iscritto all'albo, oppure un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, che attesti le caratteristiche tecniche del bene e la sua interconnessione. Per i beni di costo inferiore a 300.000 euro è ammessa anche una dichiarazione sostitutiva del legale rappresentante.
La finestra temporale per effettuare gli investimenti va dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. L'accesso al beneficio avviene attraverso una piattaforma informatica gestita dal GSE, con un iter articolato in tre comunicazioni obbligatorie: una comunicazione preventiva che indica l'ammontare degli investimenti programmati, una comunicazione di conferma che attesta il pagamento di almeno il 20% del costo, e una comunicazione di completamento da trasmettere entro il 15 novembre 2028.
Il MIMIT ha già trasmesso al MEF lo schema di decreto interministeriale con le modalità attuative. Una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale, le imprese disporranno di un quadro completo per pianificare gli investimenti in totale sicurezza normativa.
Il Momento Giusto per Investire in Digitalizzazione
Il ritorno del software tra i beni agevolabili, dopo un anno di esclusione, rappresenta un segnale chiaro: la digitalizzazione delle PMI resta una priorità strategica per il sistema Paese. Per le imprese che hanno posticipato progetti di trasformazione digitale, il triennio 2026-2028 offre condizioni fiscali favorevoli che vale la pena cogliere.
La complessità dei requisiti tecnici e procedurali richiede però un approccio strutturato. Non si tratta semplicemente di acquistare un software e comunicare l'investimento: serve una valutazione preliminare che verifichi l'ammissibilità del bene, la fattibilità dell'interconnessione, la conformità del fornitore ai requisiti geografici e la corretta predisposizione della documentazione tecnica.
A126 Corporate Advisors affianca le PMI in questo percorso, dalla valutazione iniziale della fattibilità tecnica fino alla gestione degli adempimenti richiesti dalla normativa. Il nostro approccio integra competenze tecnologiche e conoscenza dei processi aziendali, per trasformare un incentivo fiscale in un reale vantaggio competitivo. Contattaci per una consulenza preliminare e scopri come l'iperammortamento 2026 può accelerare la digitalizzazione della tua impresa.
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